Il mio lavoro mi mette costantemente in contatto con realtà che fanno riflettere e che mi obbligano a fare considerazioni su larga scala.

Da un lato, devo fare una grande fatica a smuovere quelli che io chiamo scherzosamente “i divanati”: e in quel caso il mio ruolo è quello di dimostrare che non ci sono scuse valide per rimanere fermi, ma solo ragioni valide per iniziare in qualsiasi momento ed in qualsiasi modo il loro processo di cambiamento.

Dall’altro, mi confronto con persone che hanno una tale severità nell’autogiudicarsi ed una tale fermezza nel perseguire i loro obiettivi da costringermi ad una domanda: è un obiettivo o una ossessione?

Appunto: quand’è che un obiettivo diventa una ossessione?

Uno dei ruoli che ricopro è proprio quello di “aiuto attivo” nel definire, inquadrare e programmare gli obiettivi insieme a chi mi sceglie. Chi si rivolge a me arriva con una “richiesta”, e non sempre questa richiesta rispecchia 3 requisiti importanti:

1- essere sana ed utile al perseguimento di una condizione di benessere

2- essere realistica, rispetto alle caratteristiche fisiche  di partenza del cliente

3- essere compatibile con uno stile di vita sostenibile rispetto a chi la formula

Vediamo di capire meglio facendo un esempio concreto e ricorrente.

Avere come obiettivo un dimagrimento è utile SE effettivamente chi lo desidera ne ha bisogno. Basare la propria condizione di bellezza e salute su di un mero numero, quello che vorremmo vedere sulla bilancia, è di per sè insignifificante e soprattutto può portare ad uno stato di frustrazione devastante. Convincersi che la taglia 38 o 42 siano “la nostra taglia” significa togliere completamente l’attenzione da sè stessi e dipendere da un criterio che ignora  la nostra individualità. Moltissime delle donne che si rivolgono a me mi parlano di un numero magico che vogliono vedere sulla bilancia perchè quel numero, a loro dire, SIGNIFICA essere magre, belle, giovani, accettate dalle amiche che parlano di QUEL numero magico come di un requisito fondamentale per avere una identità socialmente accettabile. Ma quel numero, che cos’è, a parte essere un numero? E’ una grande fonte di stress e di inadeguatezza, perchè spesso non ha corrispondenza con la realtà.

La struttura fisica di ciascuno di noi, la presenza di tessuto muscolare e grasso, le nostre abitudini, la nostra personalità e i nostri ritmi di vita sono un grande ecosistema in cui le diverse componenti si auto influenzano e determinano il risultato finale: noi! Aspettarsi di pesare 50 kg se si è alte 175 cm e si ha una struttura robusta è irrealistico quanto aspettarsi di andare improvvisamente in palestra ogni giorno se si è  dediti alla sedentarietà e alla buona cucina. Le cose che per noi hanno valore sono le abitudini che abbiamo installato nella nostra vita, ovvero ciò che facciamo ricorsivamente perchè “ci viene facile fare”. Essere ossessionati da un numero e svincolarlo da noi, fare di tutto per perseguirlo, vivere col pensiero che senza quel numero nella nostra vita tutto sia fallimentare ci sta dicendo che abbiamo un problema. Ma non quello di essere grassi: quello di avere un disordine comportamentale.

Ecco alcuni campanelli d’allarme che possono aiutarti a capire se hai questo problema:

– hai stabilito a priori “quanto devi pesare” e non ti lasci sfiorare dal dubbio che quel peso sia inadeguato a te anche se non lo riesci a raggiungere, nonostante i grandi sacrifici alimentari e sportivi

– ti senti inadeguata/o perchè non pesi quanto vorresti e credi che tutto sarà diverso quando peserai così

– persone competenti ti hanno suggerito che stai sbagliando atteggiamento, ma tu ignori i loro pareri perchè non ti senti capita/o e comunque nessuno ti può capire

– passi tutto il giorno a pensare a ciò che mangerai e a ciò che non devi mangiare sennò ingrasserai

– provi un grande senso di deprivazione per tutto ciò che non puoi mangiare per dimagrire e ti senti sempre a dieta

– vivi lo sport come una missione inderogabile e i giorni che non ti alleni pensi che non ce la farai mai a raggiungere quel numero magico sulla bilancia

– pensi che tutti dimagriscano tranne te

– ti pesi tutti i giorni o anche più volte al giorno

 

Se ti sei riconosciuta/o in 3 o più di queste voci, sappi che tante, tantissime persone stanno come te. Vivono pensando che un numero le renderà felici, e nel frattempo si lasciano distruggere dall’infelicità. E nessuno di loro pensa di aver bisogno dell’aiuto di un terapista, perchè di solito sono persone molto intelligenti e abituate a non chiedere aiuto alcuno. Se questa strada non è ancora pronta per essere battuta, ecco un pensiero utile a cui affidarsi.

Sposta il tuo obiettivo dal numero a te stessa/o, e chiediti se sia possibile dipendere da un numero per avere la vita che si desidera.

Sostituisci il numero che vuoi vedere sulla bilancia con uno o più obiettivi atletici che puoi misurare.

Ecco alcune idee:

– correre 5 km in meno di 30′

– fare 20 ripetizioni di squat a corpo libero in meno di 12”

– abbassare di 10 unità la tua frequenza cardiaca a riposo

– aumentare di 10 kg il peso più alto che riesci a staccare da terra

– tenere una posizione isometrica in un esercizio per gli addominali per oltre 60”

 

Ci sono centinaia di obiettivi numerici che ci possiamo dare per essere persone migliori. Quelli che ho elencato sopra sono solo esempi. Tutti esempi con cui volerci più bene e sostituire un’ossessione che ci sta logorando.

Nessun numero conta più di noi.