Moltissime persone mi raccontano di riuscire facilmente a raggiungere degli obiettivi, ma di non essere in grado di mantenerli.

Innanzitutto, la prima domanda che faccio io a loro è la seguente:

“Ti sembra veramente che questo sia il raggiungimento di un obiettivo? Pensi di avere davvero  conseguito il risultato che cercavi?”

 

Poi, cerco insieme a loro di capire la ragione per cui si protraggono questi comportamenti estremici e ricorsivi tra due poli.

  • Tutto o niente.
  • Bianco o nero.
  • Grassi o magri.
  • Sportivi ossessivi o divanati.
  • Dieta strettissima e rigorosa o sfascio alimentare.

Estremi: grasso/magro, tutto/niente, divano/sport ossessivo, nero/bianco

Perché è così comune questa ambivalenza comportamentale? Perché così tante persone accusano lo stesso problema?

Semplice, eppure molto complesso.

 

Da un punto di vista prettamente analitico, potremmo dire che esiste una sovrapponibilitá dei comportamenti.

Chi esagera in un senso, o in un altro, non fa che attuare lo stesso identico comportamento, ma con contenuti differenti.

Come dire che gli estremismi sono identici, per quanto lontani tra loro.

 

Ma ci sono anche ragioni meno profonde, e meno oggetto di analisi e speculazioni tecniche adatte ai terapeuti.

Fermiamoci ad un livello tecnico, quello delle “dinamiche delle azioni”. È il livello procedurale.

Analizziamo quali sono le modalità di comportamento che aiutano il cervello e quelle che invece lo ostacolano.

Se sei una di queste persone, se anche a te succede di ottenere facilmente risultati eclatanti ma di non riuscire a mantenerli, analizza le azioni che compi da prima che il processo si inneschi fino alla fine del processo stesso.

Anzi: facciamolo insieme!

Io ho la possibilità e il privilegio di poter disporre di tanti racconti che mi capita di ascoltare, come modello di riferimento e come casistica da contemplare.

 

Cosa ti fa partire nella direzione dell’obiettivo?

Quasi sempre uno stato d’animo estremo, di solito un picco di sofferenza dato da una situazione che io definisco click.

Il click può scaturire in maniera immediata da una fotografia in cui ti vedi, della tua immagine riflessa nello specchio, da una frase che qualcuno ti dice rendendoti immediatamente cosciente di qualcosa che ti sfuggiva, da un’esperienza che fai e che va a toccare in modo nevralgico delle corde sino a quel momento nascoste o protette da altro.
Un click molto frequente e utile ad innescare l’obiettivo “perdita di peso” è la vista della propria foto in costume.

 

Che cosa fai in reazione a quel click? Ovviamente progetti megalomani!

Decidi dall’oggi al domani di cambiare drasticamente TUTTE le tue abitudini:

  • Ti allenerai tutti i giorni,
  • farai una dieta priva di tutti i nutrienti che secondo te o secondo le letture apparentemente autorevoli che hai fatto sono la vera causa del tuo sovrappeso,
  • smetterai di frequentare tutti gli ambienti nei quali ci sono possibili ostacoli al tuo obiettivo.

Sei in missione!

Niente deve distrarti, niente può fermarti nessuno deve mettersi sulla tua strada.
Costi quel che costi arriverai dove devi!

Ti senti così:

Decidi dall’oggi al domani di cambiare drasticamente TUTTE le tue abitudini. Sei in missione!

 

Quali sono le conseguenze a breve termine di questo comportamento? Nell’immediato inizio è un vero trionfo!

  • arrivano risultati eclatanti,
  • i numeri ti gratificano,
  • i cambiamenti visivi, percettivi e ponderali ti fanno pensare di essere invincibile!

Sta succedendo tutto quello che vuoi, in fretta, e tu sei onnipotente! Non ti fermerà più nulla, ne hai la certezza!

I cambi repentini che hai attuato nella tua vita hanno creato una sorta di bolla in cui vivi, un isolamento volontario e monastico da tutte le persone e tutte le cose che possono mettersi tra te e il risultato, ma questo non ti turba, perché la gratificazione dei numeri che ti piacciono è talmente forte da schiacciare qualunque altra perplessità.

 

Quali sono le conseguenze a medio e lungo termine di questo comportamento?

Semplicemente, lo sfacelo!

Il tuo cervello va velocemente in overdrive, si rende conto di non poter sostenere quella pressione con quel grado di complessità e quel grado di difficoltà a lungo. Quindi, nella maniera più sana possibile, fa la cosa migliore che può fare. Va in corto circuito! Così come è arrivato quel famoso click, ne arriva un altro. Ma stavolta si tratta di un contro click.

Quando meno te l’aspetti, in uno di quei giorni in cui ti senti invincibile, e decidi che forse ti puoi permettere di rivedere i tuoi amici accettando l’invito ad un aperitivo, invece di sederti ed ordinare un bicchiere d’acqua gassata con limone, ti scappa ordinato un bicchiere di frizzantino.

Ed immediatamente si apre il vaso di Pandora. Le mani vanno verso il buffet, portano alla bocca ogni ben di Dio, i sensi di colpa si moltiplicano, il battito cardiaco aumenta, il respiro diventa affannoso, il panico sale, il cervello va in confusione, e ricompare una voce che ti dice : “… visto? Non ce la puoi fare! Hai sgarrato come al solito! E ormai, visto che è andata così, ti puoi sfondare! Tanto poi riprendi il controllo da domani, tu sai come si fa!”.

Forse il giorno dopo il controllo verrà veramente ripreso, ma non mantenuto. Ormai il virus si e insidiato nel cervello. Da qualche parte nella tua testa c’è il pensiero che non ce la farai, perché c’è già stato un fallimento, il rigore talebano che per te rappresentava l’unica strada possibile è stato infranto!

Quindi, tanto vale arrendersi!

Momenti come quello che ho chiamato “contro click” diventeranno più frequenti, e più frequenti ancora, fino a che il tuo cervello ti porterà ad arrenderti, a prendere una decisione liberatoria. Tornerai sulla strada che avevi abbandonato, quel giorno in cui avevi avuto il famoso click che ti aveva portato verso l’obiettivo che sai e che stavi perseguendo con uno stress ed un rigore che non puoi mantenere.

Ti riconosci?

Quante volte ti è già successo?

Quante volte hai vissuto questo inferno, giocato a ping pong tra questi poli, per poi ritrovarti esanime ad accettare l’idea che TU riesci a funzionare solo in questo modo?

Questa è la storia di tante persone.

Non solo la tua.

È la storia di troppe persone! Ed è una storia che può finire presto, in fretta, oggi!

 

Cosa può cambiare per sempre questa storia? Innanzitutto la consapevolezza di riconoscerla come storia propria.

Se non riesci a partire dall’accettazione di schemi comportamentali che ti appartengono, non potrai mai liberartene.

Quindi, se questa è la tua storia, se riconosci lo schema che ho descritto, se riesci a raggiungere facilmente dei risultati ma non a mantenerli, fermati.

Respira.

Prenditi il tempo per dirtelo:

“Questo è ciò che faccio io!”

Lascia che questo pensiero prenda posto nel tuo cervello. Si chiama consapevolezza.

Ora che hai fatto questo dolorosissimo passo, probabilmente il più difficile, puoi fare quello successivo. Farti delle domande utili che ti portino in una direzione differente.

Ti aiuto io.

  1. Visto che hai già vissuto questa storia numerose volte, cosa ti fa pensare che riviverla un’ennesima volta possa portarti risultati duraturi?
  2. Dati questi schemi di comportamento così estremi e rigidi, pensi veramente che siano l’unica soluzione possibile per ottenere i risultati che desideri?
  3. Pensi davvero che le convinzioni che hai siano utili?
  4. Ritieni che le conoscenze in tuo possesso siano sufficienti a darti ciò che vuoi?
  5. Hai mai pensato che l’aiuto di un professionista possa costituire un passaggio importante per arricchire le tue conoscenze e chiarire i tuoi dubbi?
  6. Che cosa succederebbe se, utilizzando strategie diverse, ti rendessi conto che riesci a mantenere abitudini stabili e durature?
  7. Come ti sentiresti se il cibo diventasse un amico invece di un nemico e lo sport un sostegno invece di un impegno?

Non rispondere subito.

Leggi queste domande, e cerca di capirle prima di dare una risposta. Capirle significa ascoltarle e interiorizzarle. Farle aderire alle sensazioni che provi nel leggerle.

Nessuno può darti risposte più efficaci di quelle che puoi darti tu.

Di fatto, ci sono risposte eclatanti che ti stanno arrivando, ma che non stai ascoltando. Se sono anni che persegui un risultato, ma non riesci di fatto ad ottenerlo, stai avendo una risposta importantissima ad una domanda che non ti fai.

La domanda è la seguente:

“Cosa posso fare di diverso rispetto a quello che sto già facendo senza successo?”

Questa preziosissima domanda chiave se la fanno in pochi. Io posso aiutarti, e aggiungere all’efficacia di questa domanda alcune riflessioni. Qualunque cosa tu ottenga sul lungo termine è in realtà un risultato. Il valore che tu dai a quel risultato dipende dalle aspettative che hai. Se i risultati che stai ottenendo non rispecchiano le tue aspettative hai un prezioso indizio che ti può portare alla soluzione del problema.

Ricorda che cosa rende la vita di un essere umano sostenibile. Pensa in maniera semplice e lineare che cosa ti permette di avere una routine quotidiana. Non è forse automatico ed integrato nella tua vita il gesto di alzarti, fare colazione o comunque prepararti per la giornata che viene, svolgere una serie di compiti, concludere la giornata con il sonno?

Questa routine si chiama routine perché è data da elementi che piano piano si sono insediati nella tua vita e sono diventati automatismiQualunque automatismo necessita una semplificazione. Finché i tuoi obiettivi saranno troppo rigidi, troppo ambiziosi e quindi non allineati con le tue possibilità reali, finché penserai che il tuo modo di funzionare segue la logica tutto o nulla, lo sforzo che richiederai al tuo cervello sará eccessivo. Non gli permetterai mai di creare una vera routine, e lui, dall’alto della sua saggezza, ti fermerà.

È una guerra che non puoi vincere tu, perché il nostro corpo, e il cervello che lo guida, hanno un livello di sofisticatezza che noi non possiamo eguagliare.

Sei ancora qui?

È stata cocente la delusione che ti ha dato leggere questa riflessione, vero?

Ti senti in trappola?

Lo immagino, anzi lo so, conosco molto bene le espressioni e le sensazioni delle tante persone che, come te, in questo momento devono accettare una realtà che vogliono rifiutare.

Però ho una bellissima notizia per te.

Ti posso dire, come ti ho detto prima, che da oggi tutto può cambiare.

Da oggi puoi scegliere di fare cose nuove, di rompere questo schema rigido e assolutamente inefficace.

Da oggi puoi renderti conto dell’immenso potenziale delle sfumature di grigio che esistono tra il tuo bianco e il tuo nero e andare dritto al risultato che hai sempre cercato e mai veramente ottenuto.

L’equilibrio è là, su quel sentiero che non hai mai percorso prima: vattelo a prendere!

 

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Se ti senti pronta/o per il vero cambiamento,
Se vuoi che inizi OGGI,
rivolgiti a chi ha già ottenuto risultati concreti,
sia su di sè che su tantissime altre persone.
Io posso aiutarti.
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