Oggi è un martedì. Non è un lunedì. Ed è di proposito che pubblico questo post sull’iniziare (o ricominciare) in un giorno che non ha le caratteristiche convenzionalmente riconosciute come “quelle adatte a cominciare”. A tutti i miei clienti dico : “Inizia ieri!”, che è una provocazione per far capire che tipo di atteggiamento serve per raggiungere gli obiettivi che ci si pone.

Ci sono momenti dell’anno che rappresentano le mete di pellegrinaggio dei nostri buoni intenti:

  • il 7 gennaio, dopo l’Epifania, “che tutte le feste si porta via”;
  • il mese di maggio, che precede giugno e che quindi precede l’arrivo ufficiale dell’estate, momento in cui “ci si veste meno quindi si vedrà che sono grasso/a e/o fuori forma” [perchè invece in inverno potevi stare chiuso/a dentro a un silos e nessuno lo ha visto?];
  • settembre, che viene dopo le vacanze e segna il ritorno all’ordine, alla routine all’organizzazione della vita e quindi ai buoni propositi intesi come “regole autopunitive con cui mi tocca flagellarmi”;

Diciamo che intuitivamente è già chiaro cosa non funziona, ma possiamo fare di meglio. Possiamo vedere che tipo di assetto mentale serve, come procurarcelo e come tradurlo in organizzazione pratica.

Per “iniziare” qualcosa bisogna avere chiare alcune idee. In realtà molte, ma partiamo da domande che ci diano poche e  fondamentali risposte chiave:

1- COSA VUOI INIZIARE?

2- PERCHE’?

3- COSA E’ UTILE FARE?

Andiamo in ordine.

1- COSA VUOI INIZIARE?

Avere un obiettivo non significa avere dei sogni o dei desideri o delle speranze. Vuol dire avere una meta verso cui tendere e avere tale chiarezza su quella meta da poterla vedere con gli occhi della mente, o con un’immagine che abbiamo disegnato, o con una foto che abbiamo scattato o ritagliato.

Più ci è chiaro e dettagliato ciò che vogliamo e più sarà facile che lo raggiungiamo.

Non basta dire “voglio essere in forma”. Bisogna decidere rispetto a quali parametri determinare lo stato di forma, come e quando misurarli, come ottenere i risultati rispettando le proprie caratteristiche fisiche e ambientali, in quanto tempo collocare il processo di cambiamento. Senza misure tangibili e senza dettagli il nostro cervello non vede verso cosa tendere e non ci spinge.

Chi si ipnotizza col mantra “voglio dimagrire tantissimo” sta allontanando sempre più il momento in cui il dimagrimento avverrà. Ma chi dice : “entro febbraio voglio dimagrire 2kg” e si misura ogni settimana per tenere traccia delle microtappe del processo ha molte più probabilità di farcela.

Quindi:

Fissa il tuo obiettivo e descrivilo nella maniera più dettagliata possibile affinchè tu possa immaginarlo.

Se vuoi sollevare 2 volte il tuo peso corporeo in una ripetizione di squat descrivi e scrivi le sensazioni che immagini di provare in quel momento, pensa a cosa indosserai, a che aspetto avrai per allora e a entro quanto tempo hai calcolato di poter raggiungere l’obiettivo, usando il metodo Sgnaus o Cippalippa o Papparappero, ma usando un metodo!

2- PERCHE’?

Cosa ti spinge a questo cambiamento?

Te la faccio breve: tutto ciò che non viene veramente da dentro di te significa perdere tempo.

Per cui, se stai cercando di diventare un atleta assiduo perchè la tua fidanzata ti vuole più sportivo, lascia stare.

Ma se sei TU a voler acquisire nuove abitudini, allora vai avanti, perchè già così sarà in ogni caso necessario mettere tante energie, però la strada è giusta.

Se nel cercare di capire cosa ti spinge a cambiare ti escono una o più volte verbi come “vorrei/dovrei/mi piacerebbe/ provo/ proverei” non sei ancora pronto/a.

Quando si è pronti il linguaggio che lo racconta è al presente indicativo e suona forte come una fucilata: “INIZIO! VOGLIO! CREDO!”. E nella mente quelle parole evocano sensazioni di forza.

C’è una buona notizia però: se senti che sei ancora nella fase del condizionale, sappi che puoi cominciare da ieri ad usare il presente indicativo e a fare in modo utile ciò che fino ad ora hai fatto perfettamente, ma in modo distruttivo: ipnotizzarti!

Da ieri puoi dire “Inizio ad allenarmi!”, lo puoi dire ad alta voce e magari a tante persone, in modo da rendere più forte poi la responsabilità a tener fede a questo proposito. Ma insisto soprattutto sul dirlo ad alta voce e spesso a te stesso/a, perchè sei tu che devi darti forza, esattamente come hai saputo togliertene per anni dicendoti “Eh ma la mia indole è pigra, io non ce la farò maiiiiii!!!”

3- COSA E’ UTILE FARE?

Quante centinaia di altre volte, uno dei primi giorni di gennaio, hai detto queste stesse parole, preso in mano la stessa dieta, ripreso a fare gli stessi tipi di allenamenti e…dopo 3 settimane tutto è tornato come prima?

Nella mia personale statistica data dal rapporto col cliente, il 90% delle persone crede di poter ottenere risultati diversi facendo le stesse cose che da anni, a volte decenni, ha iniziato a fare con grande convinzione ma che, inesorabilmente, ogni santa volta, non ha prodotto alcun successo.

La domanda è: PERCHE’? Perchè dovremmo aspettarci che facendo quello che ci ha sempre condotto al fallimento arrivasse improvvisamente un successo?

Infatti, so che la sensazione che si prova leggendo queste righe è imbarazzante, appunto.

Pertanto:

Scrivi tutto ciò che in passato ti ha PORTATO dei risultati positivi; poi scrivi tutto ciò che invece ti ha portato risultati negativi o nessun risultato.

Su come fare un bilancio accurato del tuo passato puoi leggere questo articolo, e usarlo come linea guida da cui preparare la tua partenza per una vita nuova. Ora prenditi un attimo per valutare chi sei OGGI e cosa ti serve oggi per andare oltre i risultati già ottenuti o per iniziare ad avere risultati che non hai mai avuto.

Al primo posto deve esserci sempre e comunque la consapevolezza di chi sei e dove sei. Questo ti permetterà di vedere anche che risorse non dipendono solo da te.

Il cambiamento è un processo impegnativo e serve una squadra efficiente. Non è detto che tutti i team members siano dentro di te. Per ritrovare una “forma fisica” si passa attraverso mille canali che il solo mangiar sano e fare un pochino di movimento non coprono affatto. Chiedere aiuto a chi è più competente, o chiedere supporto a chi può aiutarti a gestire stati d’animo complessi, o saper pianificare momenti di recupero tra le mani di un sapiente massoterapista sono solo alcune delle tante tessere che compongono il mosaico e che permettono da lontano di vedere una bellissima immagine netta. Quell’immagine netta, armonica, forte, aggraziata, solida e completa che deve essere nella tua mente quando ti pensi a fine viaggio.

Per partire, è importante sapere dove si vuole andare: e se la bellezza della destinazione ci accompagna lungo ogni metro, la gioia sovrasterà ogni fatica.

 

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