Chi viaggia spesso e su lunghe distanze sa che il disagio più grosso è dato dall’adattamento al nuovo fuso orario.
Spiegare al nostro organismo che deve cambiare le sue abitudini e riadattare tutte le sue funzioni a una situazione improvvisamente nuova è complicato.
Spesso poi, la sola idea di doverci riuscire a tutti i costi in poco tempo crea uno stress aggiuntivo. L’ansia non fa dormire e potete star certi che così l’obiettivo NON sarà raggiunto.

Cosa può invece essere di grande aiuto?

1-ORGANIZZARE BENE LO SPOSTAMENTO.

Il viaggio DEVE essere il più possibile comodo, rifocillante e ben studiato. A questo ho dedicato ampio spazio alcuni giorni fa nell’articolo “Viaggio lungo non ti temo”, per cui invece di ripetermi vi invito a leggerlo.
In particolare segnatevi cosa portarvi in viaggio, come vestirvi e come gestire la sedentarietà.
Saranno i vostri punti chiave!

2- PROGRAMMARE BENE IL GIORNO DI ARRIVO.

Partite dalla fine.
Pensate a che ora vorrete svegliarvi il giorno dopo per innescare un nuovo ciclo veglia-sonno e per ripristinare i vari ritmi circandiani. A seconda dell’ ora, organizzatevi per andare a letto circa 8/10 ore prima. Anche coloro che dormono poco o soffrono  di insonnia avranno un bonus stanchezza che aiuterà il sonno robusto e prolungato. Potrebbe essere difficile rimanere svegli fino all’ora designata ed è per questo che va organizzato bene il giorno di arrivo.
Occupatevi dell’auto da noleggiare, della spesa da fare, delle scartoffie da studiare, ma usate in modo OPERATIVO le ore che vi separano dal letto per arrivare a dormire scarichi da ogni pensiero.

3- UTILIZZARE MAGNESIO E MELATONINA.

Il magnesio aiuta il rilassamento muscolare e la melatonina favorisce la fase di sonno.
Dosaggi: variabili e soggettivi per peso e abitudini all’assunzione  (c’è chi li utilizza tutto l’anno per un riposo migliore).
Un cucchiaino dell’uno in acqua e 3 mg dell’altra possono essere un dosaggio medio da proporre come standard.
Da assumere a cena, per far sì che i tempi di intake siano efficaci e coordinati col calar delle luci.

4- PROGRAMMATE LE ATTIVITÀ FISICHE DEI PRIMI 2/3 GIORNI.

Non ho scritto “allenamenti”.
Attività fisiche può voler dire camminare, fare mobilità articolare, andare in bicicletta o fare trekking ad alta quota.
Ci sono attività che potete inserire senza dover cambiare la giornata lavorativa. Tipo fare 4 piani di scale a piedi invece di usare l’ascensore.
Altre che dovete strutturare.
Ad esempio fare 20′ di joint mobility appena svegliati perché dopo avrete bambini al seguito o lavoro da gestire e non potrete avere tempo per voi.
Per chi avesse passato molto tempo seduto, in aereo, suggerisco la routine di joint mobility che ho pubblicato come preparazione alla panca piana, “Bench press preparation“.

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Ha la caratteristica fondamentale di ricercare l’equilibrio delle curve del rachide, ripristinando un assetto salutare sulla povera lordosi lombare che viene appiattita dallo stazionamento seduti.
Tutte queste attività le conteggerete come “allenamenti di recupero” che vi aiuteranno a ricreare un buon assetto ormonale e a essere finalmente pronti per allenarvi davvero.

5- PREPARATE UNA O PIÙ STRATEGIE PER ALLENARVI MENTRE VIAGGIATE.

L’allenamento è un momento di stress in cui viene chiesto all’organismo di dare di più. L’obiettivo è quello di “buttarlo giù per farlo tornare su meglio di prima”.
Ecco perché un allenamento e un allenamento di recupero sono diversi e vanno percepiti come tali.
In un caso la fatica è stressante ed evidente mentre si lavora, ma già il benessere postumo fa presagire conseguenze interessanti a lungo termine.
Nell’ altro la fatica è poco percepita o assente e di fatto viene stimolata una o più funzioni dell’ organismo per aiutarlo a lavorare meglio subito, “qui ed ora”.
Un allenamento di recupero non cambia il corpo o le performance atletiche, ma li favorisce in sinergia con allenamenti più intensi e mirati.
Allenarsi sollecita il vostro organismo a dare il suo meglio e quindi anche a sintonizzarsi su ritmi nuovi velocemente ed efficacemente.

Quindi… come allenarsi se si è in viaggio?

3 soluzioni alla portata di tutti:

1- allenamenti cardiovascolari : la corsa rende liberi, è praticabile ovunque e in realtà anche con quasi tutti i climi. Ho visto correre con pioggia e neve e ho corso io stessa con 48 gradi. Si può fare?

2- allenamenti a corpo libero : alcuni anche performabili in un metro quadro. Nella sezione No Excuses Workouts del blog ne trovate vari esempi. Da fare in camera o all’aperto se volete!

3- allenamenti con elastico.
Nella mia valigia no manca mai un elastiband di resistenza bassa che io uso più lungo o più corto a seconda della fatica e del movimento richiesti.

Ecco il workout con elastico che mi ha accompagnato questo mese durante vari spostamenti.

allenamento-con-elastico-esercizi-per-tutto-il-corpo-ovunque
Potrete vederlo meglio e averne i dettagli tra qualche settimana ?

 

Intanto vi basti per capire che è assolutamente facile e possibile allenarsi intensamente con uno strumento che i più pensano essere “cosmetico” .

Memorizzato tutto?
Al prossimo viaggio sarete centrati ed  operativi in meno di 48 ore e le ansie da jet lag saranno un lontano ricordo.

Buon viaggio!

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GIOVANNA VENTURA_ FITMOMINACTION

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