Nessuno vuole aspettare. Nessuno vuole sentirsi dire che ci vuole tempo. Invece, ci vuole tempo per tutto!
Ci vuole tempo per realizzare che serve tempo per avere tempo.

Il tempo è l’unica risorsa che non possiamo in qualche maniera clonare.
I mezzi informatici a nostra disposizione ci consentono di ottimizzare tantissime risorse, di trovare tante scorciatoie, di moltiplicare le attività che riusciamo a creare in tanti ambiti della nostra esistenza.

Ma ci sono aree della nostra vita in cui è impossibile ottimizzare quel tempo.
Alcune di queste aree sono la salute, il benessere, la crescita personale. Queste aree  hanno a che vedere con il fronte “fisiologia” e il fronte “emozioni”. Ambiti nei quali, nonostante la grandissima evoluzione dell’essere umano, continua ad essere necessaria pazienza.  Possiamo avere strategie per agevolare il processo, renderlo più fluido e meno faticoso, ma ci vuole tempo.

Per quanto l’evoluzione ci abbia portato a essere più alti, più capaci di usare le nostre risorse intellettive, più capaci di consapevolezza rispetto a dove siamo e cosa facciamo, il tempo che ci è necessario per riuscire a crescere in questi ambiti è sempre il medesimo. Non può cambiare. Mi dispiace, non ci sono scorciatoie! Te lo spiego bene anche in QUESTO articolo.

Facciamo qualche esempio affinché tu capisca meglio che sto parlando di cose vicine a tutti, quindi anche a te.

Ogni giorno ricevo email di richiesta di aiuto da parte di persone che mi chiedono in quanto tempo sarà possibile far avvenire un cambiamento significativo sul loro corpo, sulla loro vita personale e lavorativa.

La risposta è sempre quella: il tempo che serve!

Come faccio ad individuare il tempo che serve?

Seguo una precisa scaletta:

  1. devo rendermi conto dell’obiettivo della persona che mi sta interrogando –> cosa vuoi?
  2. devo individuare qual è il punto di partenza rispetto a quell’obiettivo –> da dove parti?
  3. devo valutare se si tratti o meno di un obiettivo realistico–> cerchi un miracolo ?
  4. dato 3, devo comunicare alla persona che mi ha interpellato se quell’obiettivo va ridimensionato o sviluppato –> aggiustiamo il tiro?
  5. dato 4,  arrivo finalmente a creare delle aspettative costruttive e obiettive –> ecco dove puoi arrivare e in quanto tempo!

Ecco il nodo di Gordio: le tue aspettative.

 

Le tue aspettative

Quante volte hai pensato che ti servisse un certo tempo per ottenere un risultato e hai dovuto scontrarti con l’evidente realtà di aver bisogno del doppio, del triplo, oppure di un tempo indefinito che ancora non hai saputo individuare, perché quel risultato non è ancora arrivato? Rifletti: se un risultato non è ancora arrivato, c’è un buon motivo per farsi delle domande!

Perché non hai ancora ottenuto il risultato che pensavi di ottenere nel tempo che secondo te era opportuno? Molto probabilmente perché qualcosa non funzionava.

Ecco che abbiamo davanti 5 punti importanti :

  1. la tua motivazione
  2. il tuo obiettivo
  3. la consapevolezza delle tue azioni
  4. i tuoi mezzi
  5. il tempo che ti serve per raggiungere l’obiettivo

 

La motivazione e l’obiettivo. C’è differenza tra ciò che credi di volere e ciò che fai?

Faccio un esempio molto chiaro e tangibile, ancora una volta collegato al mio ambito lavorativo e a quello che quotidianamente mi succede.

Identifichiamo Pirulla come il soggetto tipo che mi contatta per ottenere un cambiamento significativo sul suo aspetto.

Pirulla è una persona in sovrappeso, dice “di dover perdere 15 kg, di avere già provato tutto, di non essere riuscita a raggiungere l’obiettivo, e di essere disperata. Dice che per lei è  importantissimo perdere quel peso e che è disposta a tutto pur di perderlo!”. (Segna queste info, ti torneranno utili!)

Quando comincio ad indagare e a fare domande  più specifiche per capire meglio di che cosa stiamo parlando, scopro le seguenti cose :

  • Pirulla non ha provato tutto, ma ha fatto la solita dieta, sempre quella, esattamente quella che, per 5-6 volte nella sua vita, le ha fatto momentaneamente ottenere un calo di peso;
  • tutto il peso perduto è sempre stato recuperato in pochissimo tempo;
  • Pirulla dice di voler fare qualunque cosa, ma mi sottolinea chiaramente di non essere disposta a fare sacrifici che definisce “esagerati”: ad esempio, rinunciare il sabato e la domenica a mangiare ciò che vuole, perché questa è un’attività che le consente di stare bene con la famiglia;
  • quindi, non è vero che è disposta a fare qualunque cosa: è disposta a fare “qualunque cosa” finché non specifichiamo e non quantifichiamo di che cosa si tratti.

Una motivazione autentica  parte dalla consapevolezza che “per cambiare qualcosa, bisogna cambiare qualcosa”.

La tua consapevolezza e i tuoi mezzi. Sai cosa fai e come lo fai?

Pensi che per raggiungere un obiettivo basti la forza di volontà? Ma tu, che mezzi hai da mettere in campo per sostenere questa volontà?

La nostra Pirulla mi dice di essersi allenata in maniera forsennata per mesi, tutti i giorni, e quando chiedo per quanti mesi mi risponde “Due!”. Dopodiché l’attività è stata completamente abbandonata, perché in mancanza di risultati evidenti, era inutile protrarre quello sforzo indefesso! (Eccerto!!!) Pirulla mi dice di essere disperata, di non avere più nessuna speranza di raggiungere il suo obiettivo, ma  quando le faccio notare che in realtà ha fatto pochissimo per cercare di raggiungerlo, mi dice indispettita che ha fatto tantissimo, che i suoi sacrifici sono stati tangibili, e che si sente assolutamente sfortunata per non avere raggiunto la condizione che meritava.

Secondo gli sforzi percepiti, lei ha mangiato come i deportati di Auschwitz e si è allenata più di tutti gli atleti olimpionici messi assieme.

Che cosa guardo (da fuori) e che cosa vedo (da fuori)? Mancanza di consapevolezza.

La maggior parte delle persone che si rivolge a me, quando manca di consapevolezza , mi dipinge  in modo molto confuso una situazione apparentemente disperata, apparentemente legata ad un caso umano unico e irripetibile, che non ha a che fare con dei meriti individuali o responsabilità individuali da cui deriva il mancato risultato.

Qual è la cosa più complicata e più dolorosa che mi tocca fare in questi casi? Rendere quella persona consapevole del fatto che tutto ciò che in quel momento è avvenuto nella sua vita è legato in maniera indissolubile a tutto ciò che è stato fatto! Ad azione corrisponde reazione. Mai legge più precisa potrà descrivere le dinamiche legate ad alimentazione, stile di vita, risultati atletici ed estetici.

Riesci a vedere perché i risultati ottenuti sono in linea con il comportamento avuto?

Ti riepilogo i dati utili riguardanti la storia di Pirulla:

  • comportamento alimentare  assolutamente inconsistente – dieta deprivativa alternata ad assenza di controllo nel week end;
  • attività fisica smodata per un periodo limitato senza un reale cambio permanente di abitudini;
  • mancanza di chiarezza tra ciò che significa avere una vita sociale ed alimentarsi in modo appagante.

Se prendo le distanze dal racconto iniziale, ho la possibilità di far notare a chi mi ha contattato che:

  • non è vero che quella persona è disperata, perché in realtà non c’è nessuna disponibilità a rinegoziare delle abitudini;
  • non è vero che quella persona ha provato tutto, ma semmai quella persona ha continuato in maniera totalmente irrazionale a perseguire una strada che non portava risultati definitivi;
  • non è vero che quella persona ha (solo) un problema di peso, ma piuttosto che quella persona deve rimettere in moto un intero sistema  di valori per arrivare ad avere una vita migliore a 360°.

Ora che il quadro è chiaro, torniamo al problema del tempo.

Pirulla non vuole aspettare, vuole andare dritto al sodo e diventare la Pirulla dei suoi sogni, in 4 settimane o anche meno. Soprattutto perchè per essere la Pirulla di adesso ci ha messo 10 anni, e ora ha fretta di essere diversa!

Come può pensare di poter ottenere in poche settimane il rovesciamento della condizione che si è creata in anni di laborioso lavoro? Esistono mezzi per ottenere questo? E se esistono, li sta usando?

Pirulla si è dimenticata completamente di come è arrivata ad essere nella condizione in cui  si trova e continua a usare mezzi poco utili.

Detto in semplicese: se ci ha messo 10 anni di alimentazione incontrollata, di assenza di attività fisica, di tentativi ripetuti e maldestri di raggiungere un obiettivo non ben identificato, come pensa di trasformarsi in 90 giorni, 16 settimane, o pochi mesi?

Ci vuole tempo, soprattutto se ora ha fretta.

 

E invece, cosa potresti fare?

Questa è la storia di Pirulla, ma potrebbe essere la tua.

Se sei anche tu nel gruppo di queste persone che hanno fretta, fermati un attimo. Ci sono cose utili che puoi fare. Puoi farti domande che aumentino la tua consapevolezza, ti chiariscano quali risorse ti servono e ti aiutino a definire il tuo vero obiettivo.

Eccone alcune. Rispondi con sincerità:

  • Perché  ti trovi in questa condizione? 
  • Come hai fatto ad arrivarci?  Ripercorri la strada che ti ha portato ad essere la persona che sei ora e cerca l’inizio di questa storia.
  • Che vita fanno le persone che ti ispirano, che prendi a modello e dalle quali trai esempio?

Fermati! Fermati e fatti queste domande!

Queste sono le domande che ti devono portare a capire quanto stai sottovalutando il tempo che hai dedicato in modo inconsapevole a essere come non desideri essere. Stai ignorando il tempo necessario per raggiungere una condizione completamente diversa. Ancora una volta, come vedi, ti serve tempo!

Ti faccio le stesse domande che farei a Pirulla.

  • Come pensi di poter raggiungere in alcune settimane o pochi mesi una condizione ideale, se per essere la persona che sei ora hai impiegato anni?
  • Eri consapevole delle scelte che stavi attuando?
  • Sapevi che scelta dopo scelta avresti avuto un risultato diverso da quello che oggi vuoi?

E’ molto di moda tatuarsi addosso la frase Carpe diem, ma in pochi ne conoscono il valore. Carpe diem non significa “Vivi alla giornata e fai tutto ciò che ti capita, sennò non godi appieno della vita”. Significa “Vivi appieno e con presenza totale ogni attimo”. E’ un inno alla consapevolezza e alla presenza mentale.

Facciamo un esempio concreto da Carpe Diem di basso livello 🙂

Scenario A– Sei a dieta, è il giorno del tuo compleanno, ti trovi davanti a una torta, e in maniera totalmente consapevole scegli di mangiarne una fetta, metà, o la sua totalità, sapendo che quello rappresenta per te un momento di godimento privo di qualunque retrogusto o senso di colpa. Il giorno dopo starai benissimo e non avrai ripensamenti, proseguirai la dieta e ciao ciao.

Cambio di scenario.

Scenario B– Sei a dieta, è il giorno del tuo compleanno e dal momento del tuo risveglio ti stai interrogando: “Cosa faccio oggi? La mangio o non  la mangio la torta? Perché se la mangio, poi magari finisce che la mangio tutta! No, no, no! È meglio che non la mangi! Però è il giorno del mio compleanno. Caspita, rinunciare a questo anche il giorno del mio compleanno mi sembra veramente troppo, mica sono in galera… No, io la mangio! La mangio eccome, e che si fotta quel cretino che mi ha dato la dieta!”. Mangi la torta, a quel cretino che ti ha dato la dieta non cambia niente, mentre tu non ti godi la tua torta e il giorno dopo ti senti una fetecchia, quindi ormai che ci sei molli tutto. Non ti sei goduta la torta, non hai rispettato le regole che ti eri data e hai perso il timone.

La vedi la differenza tra le due posizioni?

Ci vuole tempo per capire che è più pericoloso avere molte regole troppo rigide che averne poche e flessibili. Ci vuole un sacco di tempo, ed è facile che tu sia dentro al loop del rigore massimo che ti fa oscillare tra il bianco e il nero, senza farti vedere le infinite potenzialità del grigio.

 

Il tempo necessario per raggiungere l’obiettivo dipende da chi sei TU.

Immagina questo.

Ti stai allenando, sei a disagio con il tuo corpo, non ti senti affatto in forma e stai sudando come un cinghiale.

Nonostante questo,  pensi che che quel tempo è dedicato esclusivamente a te e alla cura della tua salute. Stai già pregustando la sensazione di totale benessere  che proverai dopo la doccia. Grazie a questi pensieri, è molto facile che tu possa ignorare le sensazioni di disagio che stai provando mentre ti alleni. Anzi, è probabile che  pian piano diventino per te persino piacevoli, perché tutto ciò che le accompagna diventa talmente appagante da prevalere.

Ecco il click: la fatica diventa attraente!

Tu pensi che il processo che ho descritto possa avvenire in fretta?

Pensi che possa accadere dopo 2 giorni che ti alleni?

O pensi che serva tanto tempo, affinchè diventi il tuo modo di agire, sentire e pensare, la norma rispetto all’eccezione? La risposta la sai già, ma forse non la vuoi sentire.

Forse è molto sgradevole pensare di dover reiterare un certo numero di allenamenti per arrivare ad ascoltarsi, ad essere consapevoli di quello che si sta facendo, a percepire quella parte bella che di primo acchito sembra difficile poter cogliere. Ma se anche fosse sgradevole sentirselo dire, credi che il non sentirselo dire potrebbe modificare la condizione? No, non accadrebbe.

Potrei mentirti. Potrei dirti che ci metterai 16 settimane a perdere 30 kg, a diventare un atleta provetto e ad avere una vita completamente diversa.

Posso mentirti, o può farlo qualcuno più di me e meglio di me, ma la verità non potrà essere cambiata.

Ci vuole tempo! Soprattutto se hai fretta!

Se  veramente vuoi cambiare vita, se veramente vuoi raggiungere degli obiettivi che sino a questo momento non hai mai raggiunto, è giusto che qualcuno ti dica che ci vuole tempo! E ci vuole tempo in ogni caso:

  • ci vuole tempo se devi perdere tanto peso e finora non l’hai perduto;
  • ci vuole tempo se devi perdere pochissimo peso ma vuoi cambiare in modo sostanziale il tuo aspetto;
  • ci vuole tempo se non devi perdere o prendere peso, ma invece cambiare la tua postura;
  • ci vuole tempo se vuoi diventare un atleta provetto e raggiungere risultati di rilievo;
  • ci vuole tempo se vuoi consolidare delle abitudini quotidiane che ti portino ad avere, tra 10 anni, più salute di quanto tu non ne abbia adesso.

Mi dispiace,  ci vuole tempo! Ci vuole tempo anche se non vuoi sentirtelo dire, anche se non lo vuoi aspettare, anche se pensi che tutto quello che hai fatto per anni della tua vita possa essere cancellato in poche settimane.

Prima lo accetterai, prima riuscirai a fare il salto che ti consenta di dare una svolta alla tua vita!

Mi rendo conto di essere molto impopolare, di dire cose che altre persone preferiscono non dire, ma so anche che proprio questo potrà portarti dritto al raggiungimento del tuo obiettivo. Lo dico chiaro, tondo, in modo assolutamente non opinabile.

Se metterci tempo è un problema, se accettare la necessità di includere tempo in questo progetto è un problema, allora lascia stare il progetto! Non esiste la possibilità di cambiare senza includere l’accettazione del tempo da investire in questa operazione.

Non ci sono creme miracolose, non ci sono app, non ci sono strumenti tecnologici non ancora inventati o inventabili che potranno sostituirsi al tempo che fisiologicamente è necessario affinché tu inverta il processo che ti ha portato fin qua.

Non sto dicendo che, sei in 10 anni  hai preso 30 kg, ti serviranno 10 anni per perderli. Ma è certo che se in 10 anni hai preso 30 chili , 30 chili non potranno svanire in 90 giorni, 16 settimane, pochi mesi.

Ti serve tempo, per imparare a fare scelte stabili, e sostenibili, ripetibili a lungo termine.

Ti serve tempo per innamorarti di un nuovo stile di vita che ti piaccia e che potrai mantenere.

Inizia adesso, perché ti servirà del tempo, e prima inizierai, prima quel tempo sarà passato!

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